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Serie B: Paola Doc Contu si racconta, scopriamo qualcosa in più di lei!

Pubblicata in Serie B il 2020-03-01 11:06:00

Abbiamo con noi Paola Doc Contu, centro della nostra Prima Squadra, conosciuta ben oltre i confini BFM tanto per la sua grinta e fisicità in campo quanto per la sua passione e dedizione a questo bellissimo sport non solo come giocatrice ma potremmo dire come "testimonial".

Ciao Paola, tutti i supporter BFM ti conoscono per le tue prestazioni in campo come giocatrice della Prima Squadra ma forse non tutti sanno che sei anche allenatrice. Partiamo però dalla passione per la pallacanestro che ti porta a giocare quasi interrottamente per tutto l'anno anche in giro per l'Italia e all'Estero nelle competizioni ufficiali di 3vs3

Cos'è per te il basket ? Come e dove è nata questa passione ?

Ho iniziato a giocare a basket all'età di 10 anni, prima praticavo il nuoto. Mi sono avvicinata a questo mondo un po' grazie alla propaganda sportiva che una volta veniva fatta nelle scuole e un po' perché alcuni miei amici lo praticavano già da tempo.

Tutto iniziò proprio nel paese in cui vivo, dove per i miei primi due anni di pratica, il basket era misto maschi e femmine, successivamente la società riuscì a "fondarne" una sezione femminile, nonostante la realtà di paese non aiutasse ad avere numericamente troppe atlete in palestra.

Dopo qualche anno si "sciolse" tutto e quindi iniziai ad affrontare il basket in trasferta, ovvero dover viaggiare per potersi allenare e ovviamente gareggiare. Capii sin da subito che sarebbe stato un grande impegno, ma nonostante ciò ero pronta a viaggiare, poiché avevo capito il valore di questo "gioco".

Ad oggi, vivo di pallacanestro (e non solo) giocata o allenata che sia. 

Dove alleni e da quanto tempo ?

Sono 11 anni circa che mi è stata data l'occasione di allenare da una polisportiva in un paese del sud di Milano, ed ho avuto la fortuna di aprire un centro minibasket, dove tuttora ho il piacere di seguire tutti i ragazzini dai 3 ai 15 anni. 

Come è nata la tua passione per il ruolo di allenatrice ? Pensi che possa essere il tuo ruolo anche quando smetterai di giocare (sicuramente tra parecchi anni) ?

Inizialmente ho deciso di passare dalla parte opposta, ovvero quella dell'allenatrice (meglio ancora istruttrice), perché, oltre alla passione per la pallacanestro, ho sempre avuto il piacere nel passare il tempo coi più piccoli. Penso che si debba dare tanto ai bimbi, perché loro sono il nostro domani, ci si deve prendere cura ed educarli.... Educarli anche alla pallacanestro!

E poi, effettivamente, tu potrai dare tanto a loro, ma loro ti daranno il mondo! 

Credo che più che un lavoro, è e sarà per me sempre una vocazione. 

Giocatrice o allenatrice ? quale ruolo è più difficile e quale ti dà maggiore soddisfazione ?

Dirò la verità, non so se quello del giocatore o quello dell'allenatore sia il ruolo più difficile.. Per certi versi potrei dirti che è più semplice essere giocatore, perché sei in campo, sei il protagonista diretto del tuo destino, sei ciò che può cambiare l'inerzia di una partira, puoi sfogare tutti i tuoi istinti...cestistici...

Da coach puoi giusto saltellare nel box della panchina in cui ti "reclude" l'arbitro. 

Ma... C'è sempre il retro della medaglia.

Nel ruolo del coach si fa affidamento sulla capacità oratoria, al dispensare buoni consigli e a sostenere l'umore dei propri giocatori... Se poi sono piccoli, passi il tempo del time out ad allacciare le stringhe delle scarpe!

(ok, forse mi ricredo, è davvero più difficile fare il coach... Ahahah) 

Quale è stato il momento di maggior adrenalina e soddisfazione come giocatrice e quale come allenatrice ?

Credo che l'esperienza che più mi abbia segnato sia stata la competizione dei giochi europei di 3x3 di quest'estate in Bielorussia.

Adrenalina a fior di pelle ogni volta che si varcava l'entrata dell'Arena per le competizioni. 

Da coach, invece, credo non ci sia un momento preciso... Ma ogni volta che un "nano" esegue quelle due indicazioni date e disegnano l'azione-partita della vita...quasi scende una lacrimuccia!

Com'è il rapporto in squadra tra giocatrici senior e giovani ? Difficile ? Stimolante ?

In spogliatoio l'aria è veramente buona.. Io che sono una delle più giovani, ad esempio, sono stata presa subito sotto l'ala di una delle nostre "esperte".

Scherzi a parte, è davvero piacevole essere in un gruppo così.. Stimola sicuramente le piccole a cresce e alle "vecchie" a darsi da fare e lavorare ancora più duro, anche per far crescere loro.

Risposte secche:

  • La più casinista? Mah... Vale includersi?!?!
  • La più seria? Ferrazzi (nonostante sia la nostra più piccola)
  • La più sbadata? Qui è facile. La più sbadata, che batte tutte le bionde, è Pintu. (non sempre si ricorda che c'è allenamento)
  • La più simpatica? Oddio, siamo tutte simpaticissime..... Ma vuoi mettere Ana, che non capisce le battute in italiano e ride ugualmente?

Grazie Paola per questa simpatica intervista che sintetizza molto bene la tua persona: simpatica, genuina, passionale, esuberante.

Vogliamo vederti giocare ancora per parecchi anni e trasmettere questa tua fantastica passione a tutti i ragazzini e ragazzine che alleni e a chi ha la fortuna di giocare con te!

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